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ENTER THE METAVERSE: TECNOLOGIE IMMERSIVE

Le tecnologie immersive estendono la realtà fisica alla realtà virtuale. Lo sviluppo del settore VR è in continua espansione, grazie al boom del metaverso. Quali sono le tecnologie del metaverso?

ENTER THE METAVERSE: TECNOLOGIE IMMERSIVE

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Con la definizione tecnologie immersive ci riferiamo a tutti gli strumenti che permettono di estendere la realtà fisica alla realtà virtuale. Nell’ultimo anno la curiosità crescente relativa al metaverso, o in generale del mondo virtuale, ha registrato un aumento vertiginoso sui motori di ricerca online. Dopo il rebrand di Facebook in Meta, le stime di ricerca sono raddoppiate tra 2021 e 2022 per quanto riguarda il “Meta Quest 2” e in generale il dato relativo alle Extended Realities. Grazie all’ascesa della realtà virtuale e il boom del metaverso, lo sviluppo del settore VR è in continua espansione. Esploriamo insieme le tecnologie che permettono di entrare nei proto-metaversi e nei metaversi del futuro.

La realtà estesa
Il concetto di realtà estesa (XR) racchiude l’intero spettro delle possibili interazioni tra ambiente fisico e virtuale. Tale concetto si ramifica in varie strade, tra le quali Virtual Reality, Mixed Reality e Augmented Reality.

Virtual Reality
La realtà virtuale (VR) è forse la più conosciuta. Grazie alla strumentazione 3D, la VR permette di simulare e ricreare un ambiente fisico completamente in digitale.
L’accesso a questo spazio avviene in maniera digitale attraverso visori,tute sensoriali o accessori ad-hoc.

Mixed Reality
Comprende tutte le tecnologie “immersive”, che legano quindi virtuale e reale, per un'esperienza ibrida. L’esempio più vicino è l’esperimento Google Glasses o HoloLens di Microsoft, in cui la realtà circostante è arricchita attraverso interazioni digitali.

Augmented Reality
L'Augmented Reality (AR) è spesso confusa con il punto precedente: se la mixed reality permette l’interazione digitale con il mondo fisico che ci circonda, l’AR sovrappone contenuti generati digitalmente al contesto fisico, arricchendo la realtà empirica. Gli occhiali a realtà aumentata hanno fatto la loro apparizione in un lavoro di Ivan Sutherland del 1968. Negli anni novanta sono nate le prime visioni coerenti, poi sfociate negli anni 2000 con l’avvento di Internet e i sistemi GPS, aumentando la percezione reale tramite servizi di estensione perlopiù visivi.
StreetView di Google Maps con la virtualizzazione delle mappe è un chiaro esempio di uso quotidiano; così come la tecnologia HUD utilizzata dall’aviazione per l’olografica del display in volo; fino alla proiezione AR utilizzata per il concerto di Tupac nel festival Coachella del 2012. Ma come sfruttare la realtà virtuale?

Visori
Dal più famoso Meta Quest 2 al più performante Valve Index, i visori sono il punto di accesso primario per l’esperienza extrasensoriale della realtà virtuale.
Oggi sul mercato possiamo già contare diversi produttori e Valve Corporation è in testa. E non è un caso se dietro HTC Vive e lo stesso Valve Index, prodotto di Steam, ci sia il suo marchio. A seguire troviamo Meta e il mondo dei videogiochi per console e PC, tra cui Sony Playstation VR e i prodotti standalone Oculus Quest e HP Reverb. Quest’ultimo inoltre sfrutta la tecnologia Mixed Reality di Windows per l’utilizzo del sistema inside-out tracking che consente al visore di rilevare i movimenti senza l’ausilio di sensori o videocamere. 

Teslasuit: Tuta Sensoriale
Questa speciale tuta è in grado di trasmettere le emozioni virtuali sulla propria pelle: simula la sensazione del bagnato, caldo e freddo, inoltre è in grado di fare pressione su una parte del corpo simulando il contatto con un’altra persona o oggetto. Il suo sistema aptico, gestito dal sistema operativo Tesla OS e 32 elettrodi, permette anche altre funzionalità di massaggio, correzione della postura e stimolazione muscolare. E se sudiamo mentre giochiamo? Una volta sganciata dalle componenti elettroniche, la tuta può essere lavata in lavatrice.

FeelReal: Maschera Multisensoriale VR
Questa maschera è ancora in fase di test. Collegandola a un qualsiasi visore già esistente sarà in grado di riprodurre qualsiasi variazione di temperatura e odori presenti nel mondo virtuale. Per esempio, se tira vento due micro ventilatori si attiveranno per simularlo; oppure se ti avvicini a un fuoco due micro caloriferi e un sistema di ionizzazione penseranno alla riproduzione della sensazione di umido.

Virtuix Omni: Tapis Roulant
Ulteriore difficoltà da risolvere nella realtà virtuale è muoversi senza correre il rischio di andare a sbattere contro ostacoli, pareti o barriere reali, per noi invisibili quando indossiamo i visori. Il Virtuix Omni è un tapis roulant tondo in grado di farti esplorare liberamente l’ambiente virtuale senza farti spostare di un millimetro: collegando il device all’Oculus Rift, la pedana trasmetterà il tuo movimento al visore e permetterà di spostarti virtualmente grazie a particolari scarpe e una cintura di protezione.

Manus VR : Guanti Aptici
Lo sviluppo di guanti in grado di riprodurre sensazioni e movimenti delle mani ha preso il via.
Questo modello, sviluppato da Reality Labs, azienda partner di Meta, permette di toccare gli oggetti presenti nel metaverso e digitare su tastiere virtuali in maniera più fedele rispetto a modelli precedentemente sviluppati, estendendo così la percezione del metaverso. Tuttavia l’utilizzo di questi wearables, sebbene sia intrigante per il mondo videoludico, non si limita a questo ambito: ciò è dimostrato dalle applicazioni mediche con cui la formazione applicata all’AR permette di affinare l’esecuzione di operazioni complesse senza il rischio di commettere errori fatali per il paziente; dalla chirurgia robotica con dispositivi ad alta precisione controllati da un chirurgo umano che si avvale di AR e VR; dall’apertura verso studi e ricerche riguardanti la terapia fisica e il trattamento dello stress post-traumatico.

Holocake 2 e oltre: gli occhiali VR del futuro
La sfida per gli sviluppatori è la riduzione del volume dei visori. Nonostante l’azienda di Zuckerberg stia già innovando il settore, il team di ricerca di Meta, Display System Research, non si ferma qui. Il problema da risolvere per raggiungere un prodotto finale più comodo e leggero riguarda la luminosità: con le tecnologie utilizzate oggi a livello commerciale, non è possibile ridurre l’ingombro dei visori. Meta però ha già annunciato, attraverso un’intervista rilasciata dallo stesso Mark Zuckerberg, l’esistenza di un nuovo prototipo. Si chiama Holocake 2 e presenta due nuove tecnologie in grado di risolvere il problema della luminosità, raggiungendo un design del prodotto molto simile a dei normali occhiali da sole. Grazie all’utilizzo di ologrammi e una differente riflessione polarizzata, il prototipo di Meta è molto più snello e confortevole.

Il prototipo Holocake 2

Ma non è tutto. Il Display System Research è già al lavoro su un nuovo progetto, nome in codice “Mirror Lake”. Non abbiamo molte informazioni ma sappiamo che è basato sull'architettura di Holocake 2, integra tutte nuove tecnologie sviluppate negli ultimi sette anni dal team di Meta e il prodotto finale assomiglierà a un occhiale da sci.

Evoluzione digitale
La pandemia ha accelerato il processo di sviluppo delle nuove tecnologie emergenti. Complice anche il rebrand di Facebook in Meta, la spinta verso la VR è figlia della digitalizzazione del nostro quotidiano: il lavoro si è spostato su piattaforme quali Zoom e Google Meet; lo sviluppo della tecnologia blockchain e l'adozione delle criptovalute sono sintomo della trasformazione digitale; il metaverso sembra essere un futuro sempre più imminente. E, dato fondamentale, l'87% della Generazione Z ha una media settimanale di circa 7 ore spese per l'intrattenimento videoludico.

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Fonti:
https://www.healthtech360.it/salute-digitale/realta-virtuale-vr-e-realta-aumentata-ar/come-e-perche-usare-realta-virtuale-e-realta-aumentata-in-ambito-health/
https://teslasuit.io/
https://feelreal.com/
https://www.virtuix.com/
https://www.manus-meta.com/

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