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OPEN DATA = ORO GRATUITO. MA COSA SONO GLI OPEN DATA?

Se dovessi esprimere le mie opinioni sul futuro digitale - quello dell'Europa o del mondo intero - potrei farlo con una parola sola: dati” Andrus Ansip (2015) VP EU Digital Single Market

OPEN DATA = ORO GRATUITO. MA COSA SONO GLI OPEN DATA?

Gli open data guideranno la crescita, l’ingegnosità e l’innovazione nel mondo. I data sono il nuovo capitale dell’economia globale e la pressione per sfruttare i dati è immensa.

I dati aperti, spesso definiti anche in italiano con il termine inglese open data, sono dati liberamente accessibili al pubblico, che non presentano restrizioni nell'utilizzo se non l'obbligo di citare la fonte o di mantenere la banca dati da cui sono stati presi sempre disponibile. Termine utilizzato in particolare per indicare dati governativi resi disponibili al pubblico, sono stati accolti con grande entusiasmo in tutto il mondo grazie al potenziale intrinseco di restituire potere ai cittadini, di cambiare il modo in cui il governo funziona e di migliorare l'erogazione dei servizi pubblici. Secondo un nuovo rapporto McKinsey, l'utilizzo di Open Data potrebbe anche generare un valore economico significativo, stimato addirittura in oltre 3.000 miliardi di dollari all'anno in valore aggiunto. Gli Open Data:

  • amplificano l'impatto dei Big Data creano molteplici opportunità di business
  • avvantaggiano i consumatori ancor più delle imprese, poiché creano trasparenza di prezzi e prodotti, nonché nuovi canali per fornire feedback
  • possono comportare rischi commerciali, ad esempio possono esporre la reputazione commerciale a potenziali informazioni e critiche negative, legato a un uso aggressivo di dati aperti e al rilascio involontario di informazioni riservate
  • richiedono un ruolo centrale ai governi, sviluppando e attuando politiche per mitigare le preoccupazioni e stabilire standard di utilizzo
  • riscontrano difficoltà riguardo alla privacy e al quadro giuridico e normativo

 

QUANTI SONO GLI OPEN DATA AL MONDO?
Calcolare la quantità di open data disponibili in tutta la rete è virtualmente impossibile. Solo in Italia, la quantità di Open Data è stimata in oltre 600 terabytes di dati. Se volete dei numeri a livello mondiale, provate a pensare che ad oggi ci sono:

  • più di 49 milioni di pagine Wikipedia
  • oltre 440 milioni di blog
  • 4,8 miliardi di telefoni cellulari
  • 250 miliardi di email vengono inviate ogni giorno

 

DOVE USARE GLI OPEN DATA
I dati hanno un enorme potenziale in vari campi, dalla salute, alla sicurezza alimentare, al clima e alle risorse efficienza energetica, dai sistemi di trasporto intelligenti alle città intelligenti - e sono considerati "un elemento essenziale risorsa per la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e il progresso sociale". 
Numerosi studi hanno identificato i 7 campi principali nei quali l'utilizzo degli Open Data potrebbe generare valore aggiunto sia in termini di qualità sia in termini economici: istruzione, trasporti, prodotti commerciali, elettricità, oil & gas, sanità, finanziamenti. Per poter sfruttare appieno il potenziale degli Open Data e poterne godere vantaggi sono necessari alcuni passaggi fondamentali, come identificato da studi dell'UE, uno dei passaggi in assoluto più importanti è lo sviluppo di un'infrastruttura per l'archiviazione e la pubblicazione degli Open Data che sia a prova di futuro e che consenta una trasformazione sostenibile degli Open Data. Questa combinazione di elementi rappresenta un prerequisito fondamentale per realizzare i benefici promessi dalla divulgazione dei dati pubblici e contribuisce alla visione più ampia di un'economia europea dei dati. Nel momento in cui si consente il riutilizzo dei dati provenienti dal settore pubblico si va a:

  • stimolare la crescita economica e stimolare l'innovazione;
  • contribuire ad affrontare le sfide della società con lo sviluppo di soluzioni innovative, ad esempio nel settore sanitario o dei trasporti;
  • migliorare l'elaborazione di politiche basate su dati concreti e aumentare l'efficienza delle amministrazioni pubbliche;
  • diventare una risorsa critica per lo sviluppo di nuove tecnologie, come l'intelligenza artificiale (IA), che richiedono l'elaborazione di grandi quantità di dati di alta qualità;
  • promuovere la partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale e aumentare la trasparenza del governo.

 

OPEN DATA IN ITALIA
Nel 2005 è stato istituito il Codice Amministrativo Digitale (CAD) italiano, un testo unico nel quale sono raccolte e organizzate le norme riguardanti l'informatizzazione della Pubblica Amministrazione nei rapporti con i cittadini e le imprese. L'Agenzia per l'Italia digitale (la famosa AgID) è stata istituita dal governo Monti nel 2012, ha come missione il perseguimento dell'innovazione tecnologica nell'organizzazione e nello sviluppo della pubblica amministrazione è basata su principi di legalità, imparzialità e trasparenza e agisce secondo criteri di efficienza, economicità ed efficacia. L'AgID  è il centro di competenza nazionale per gli Open Data, i quali, come stabilito nel CAD, presentano le seguenti caratteristiche:

  • sono liberamente accessibili a chiunque, anche per finalità commerciali, in forma “grezza”;
  • sono accessibili attraverso le tecnologie digitali provvisti dei relativi metadati;
  • sono disponibili gratuitamente attraverso le tecnologie digitali.

La necessità di stabilire una definizione di open data è arrivata di pari passo con l'idea dell'open government, secondo cui l'amministrazione pubblica dovrebbe essere aperta ai cittadini sia in termini di trasparenza sia di partecipazione direte. Nonostante la pratica degli open data esista da parecchio tempo, è relativamente da poco che l'accezione è prevalentemente legata a Internet come canale di diffusione. 
Uno dei siti principali dedicati agli Open Data in Italia è il sito governativo dati.gov.it, un catalogo federato nel quale si possono trovare Dataset delle PPAA, Documentazione, materiale per l'e-learning, standard e tool per opendata, DCAT-AP_IT. Un altro esempio interessante è il sito Italiasicura, che offre una panoramica costantemente aggiornata sulla pericolosità del territorio italiana e rischio idrogeologico (idraulico e frane), oltre a dati dettagliati sugli interventi di mitigazione del rischio. Un terzo esempio a livello nazionale è Soldipubblici, che rende accessibili i dati relativi alla spesa per cassa delle PPAA in modo semplice e interrogabili con il linguaggio naturale e che registra milioni di accessi ogni mese. Numerosi Comuni italiani portano avanti politiche di riuso degli Open Data, in particolare il Comune di Milano e il Comune di Bologna. 

 

UNIONE EUROPEA
L'Unione Europea è una grande sostenitrice della pubblicazione e dell'utilizzo degli Open Data. , in quanto nell'UE, il settore pubblico è uno dei settori a maggiore intensità di dati, noti come informazioni del settore pubblico (Public Sector Information - PSI). Le informazioni del settore pubblico, talvolta definite anche dati governativi, si riferiscono a tutte le informazioni che gli enti pubblici producono, raccolgono o pagano, ad esempio informazioni di tipo geografico, statistico, meteorologico, dati provenienti da progetti di ricerca finanziati con fondi pubblici e libri digitalizzati delle biblioteche. Le politiche della Commissione europea si concentrano sulla generazione di valore per l'economia e la società attraverso il riutilizzo di questo tipo di dati. Il mercato degli Open Data europei è un elemento chiave dell'economia globale dei dati dell'UE. Secondo uno studio, il valore economico diretto totale dell'informazione del settore pubblico dovrebbe aumentare da un valore di base di 52 miliardi di euro nel 2018 a 194 miliardi di euro nel 2030La politica europea degli Open Data è strettamente legata alla politica degli Open Research Data, poiché entrambi riguardano i dati finanziati con fondi pubblici o i loro risultati da finanziamenti pubblici. Pertanto, in linea di principio, i dati dovrebbero essere apertamente accessibili e riutilizzabili. L'Unione Europea ha creato e finanzia due portali dedicati agli Open Data. Il primo è il Portale OpenData EU, che contiene gli open data relativi alle istituzioni europee. Il secondo è lo European Data Portal, il portale federato dei dati aperti di tutti i paesi della Unione Europea, creato nel 2015 dalla Commissione europea come meccanismo per collegare l'Europa. Si tratta di un archivio paneuropeo di informazioni del settore pubblico aperto al riutilizzo nell'UE. Il portale offre anche un centro di formazione su come riutilizzare i dati aperti e un database di storie di successo europee e internazionali. Fra le altre cose, il portale fornisce materiale (disponibile in diverse lingue) di tipo:

    • Educativo
    • Documentativo
    • Statistico
    • Tools per opendata
    • Esempi di riuso
    • Applicazioni
    • Open Data Maturity report
    • OpenData Portal Analytical Reports
    • ISA2 / Joinup
    • DCAT-AP standards



Fonti:
https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/open-data
https://www.agid.gov.it/it/dati/open-data
https://www.europeandataportal.eu/en/dashboard/2019
https://data.europa.eu/euodp/it/home

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