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Da anni sentiamo ripetere la stessa frase: “I giovani di oggi non hanno voglia di fare nulla”. Non è vero. È una semplificazione comoda, ma profondamente sbagliata.
La verità è un’altra: i nostri figli hanno capito di potersi permettere di scegliere. Molto più di quanto potessimo noi, 30 o 40 anni fa.
Sono cresciuti in famiglie più piccole, spesso con uno o due figli. Hanno ricevuto più attenzione, più ascolto, più possibilità. E soprattutto sono nati in un mondo dove le opportunità non sono più poche, lineari e obbligate, ma molteplici, fluide, in continua evoluzione.
Questa non è mancanza di voglia. È consapevolezza.
Un mondo che cambia troppo in fretta per scegliere “alla cieca”
C’è poi un fattore decisivo che noi genitori non possiamo ignorare: la tecnologia. Il mercato del lavoro cambia a una velocità che rende quasi impossibile, per un ragazzo di 18 anni, scegliere “per sempre”. Nuove professioni nascono mentre altre scompaiono. Interi settori si trasformano nel giro di pochi anni. Secondo stime del World Economic Forum, il 65% dei bambini che frequentano oggi le scuole elementari svolgeranno lavori che oggi non esistono ancora e che forse nemmeno siamo in grado di prevedere.
E oggi con l'Intelligenza Artificiale le previsioni diventano ancora più ardue. E' vero che l'impatto dell'IA porterà alla creazione di milioni di nuovi posti, ma ne trasformerà altri, richiedendo un aggiornamento continuo delle competenze per il 59% della forza lavoro entro il 2030.
Chiedere a un ragazzo di oggi di decidere subito che lavoro farà nella vita non è realistico. È come chiedergli di indovinare il futuro. E loro questo lo sanno.
Qualcosa, però, siamo in grado di prevedere: alcuni studi indicano una forte crescita dei lavori legati a Tecnologia (IA, Big Data, Cybersecurity, Sviluppo Software), Transizione Ecologica (energie rinnovabili, sostenibilità), Sanità (OSS, infermieri, biotecnologie) e Servizi alla Persona, con una necessità di riqualificazione per la maggior parte dei lavoratori entro il 2030 a causa dell'automazione. Si prevede un saldo netto positivo di milioni di posti di lavoro globalmente, spinti dalla tecnologia, ma con un forte spostamento verso figure specializzate.
Oggi contano le competenze strategiche, non le etichette
È da questa consapevolezza che nascono percorsi come Management & Emerging Technologies di Geeks Academy Europe. Un percorso internazionale bilingue italiano-inglese che ti prepara alle professioni digitali più richieste. Un biennio multi-specializzazione in AI & Data Analytics, Cybersecurity & Cloud, Blockchain & Metaverse, con Study Experience a Londra. Un percorso solido che unisce competenze tecniche e manageriali per un futuro professionale concreto. E la possibilità di ottenere certificazioni del Framework Cambridge grazie alla partnership con il network di scuole The British Centre Group
Percorsi che non chiedono ai ragazzi di scegliere una tecnologia “definitiva”, ma che insegnano come stare nel cambiamento. Perché oggi le competenze davvero decisive sono quelle strategiche:
- la padronanza dell’inglese, per muoversi in un mondo globale
- le soft skills, come lavorare in team, comunicare, guidare persone
- il mindset, ovvero imprenditorialità, responsabilità, capacità decisionale
Queste sono le fondamenta. Su queste basi si possono poi costruire competenze tecniche solide: Cybersecurity, Intelligenza Artificiale, Data Analytics, Programmazione.
Prima l’uomo. Poi la tecnologia. Non il contrario.
Crescere significa anche fare esperienze reali. Un percorso di studio oggi non può limitarsi all’aula. Deve offrire esperienze vere, che facciano crescere i ragazzi come persone prima ancora che come professionisti.
Studiare all’estero, confrontarsi con altre culture, usare l’inglese nella vita quotidiana, uscire dalla comfort zone. È per questo che programmi come la Global Tech Mobility, con periodi di studio a Londra, non sono un “extra”, ma una parte fondamentale della formazione.
Perché l’autonomia non si insegna. Si vive.
Non rifiutano la gavetta. Rifiutano di essere presi in giro.
C’è un ultimo punto, forse il più frainteso. I giovani di oggi non rifiutano la fatica. Non rifiutano la gavetta. Non rifiutano il sacrificio. Rifiutano l’idea di sacrificarsi senza un patto chiaro.
Sono disposti a impegnarsi, a fare esperienza, a “farsi le ossa”, ma per un tempo definito. Con l’obiettivo di crescere, imparare e poi dare il proprio contributo.
È una generazione che chiede trasparenza, rispetto e senso. E, a ben vedere, non è una pretesa sbagliata.
Il nostro ruolo di genitori oggi
Essere genitori oggi non significa scegliere al posto loro.
Significa aiutarli a scegliere meglio.
Offrire strumenti, visione, opportunità. Metterli nelle condizioni di costruire il proprio futuro con competenza e dignità.
Quando un figlio trova la propria strada, non è solo una sua vittoria.
È anche la nostra.