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NOSQL DATABASE: MONGODB

MongoDB è un database particolare. Non lavora con tabelle di dati ed è un DB non relazionale. Che cos'è MongoDB? Scopriamolo assieme!

NOSQL DATABASE: MONGODB

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Quando parliamo di database ci riferiamo erroneamente al concetto di database al quale siamo sempre stati abituati, il database relazionale. Prendiamo un foglio di lavoro Excel: abbiamo una serie di colonne (campi) e righe (record). A ogni riga vi è solitamente assegnato un ID, una cifra o sequenza alfanumerica univoca, che permette di distinguere in maniera inequivocabile quella specifica riga da tutte le altre. Pensiamo a una tabella di clienti, dove potremmo trovare due individui omonimi. Come li distinguiamo? Con il codice fiscale, che in questo specifico caso funge da nostro ID, identificativo univoco che distingue senza possibilità di errore i clienti in questione. Questa tabella clienti può essere messa successivamente in relazione con una tabella di prodotti acquistati, così da poter verificare quali clienti hanno comprato un determinato prodotto o categoria di prodotti. I casi d’uso per un database relazionale sono molteplici e di facile comprensione. Tali database utilizzano un linguaggio di programmazione chiamato SQL, il quale permette di interrogare i database e, con poche righe di codice, ottenere delle informazioni. Tuttavia MongoDB è conosciuto come un NoSQL database. NoSQL sta per “Not only SQL”, cioè non solo SQL, poiché il cuore del suo funzionamento è diverso dal classico database relazionale. MongoDB è quindi un database non relazionale.

Breve storia
La società MongoDB è stata fondata nel 2007 da ex membri di DoubleClick, Dwight Merriman, Eliot Horowitz e Kevin Ryan. Durante la loro esperienza a DoubleClick, società di pubblicità su Internet acquisita da Google, hanno avuto l’opportunità di sviluppare e utilizzare enormi archivi di dati. Spesso, il problema riscontrato riguardava la scalabilità. Il team ha quindi progettato, ideato e creato un database in grado di risolvere i lati negativi riscontrati a DoubleClick. Nasce così la società 10gen, Inc., che nel 2013 cambia nome in MongoDB, Inc. La società conta oggi più di 3650 dipendenti sparsi per circa 30 paesi in tutto il mondo e ha avuto un ricavo di quasi $875 milioni nell’anno appena trascorso. A oggi, MongoDB è il database non relazionale più popolare.

Spiegazione punteggio: https://db-engines.com/en/ranking_definition

Database non relazionale
I database NoSQL o non relazionali presentano una caratteristica che li differenzia in maniera sostanziale da quelli SQL. I DB non relazionali non si basano su tabelle di dati bensì su documenti. I dati sono raccolti in una serie di documenti JSON (JavaScript Object Notation) ognuno associato a un’entità. Questa modalità di archiviazione dei dati aumenta la flessibilità di ricerca dei dati nonché la scalabilità. Da ciò si evince come MongoDB possa essere la scelta consigliata per un’azienda che ha a che fare quotidianamente con una grossa e variegata mole di dati.
MongoDB è open source e disponibile gratuitamente, caratteristiche che incentivano a testare e provare il prodotto. Molte grandi aziende hanno già adottato MongoDB: il colosso dell’e-commerce eBay lo utilizza da anni, Electronic Arts lo ha adottato per la gestione dati della modalità online del popolare gioco di calcio FIFA.
L’inserimento dei dati all’interno di un DB già esistente è più semplice e di facile gestione rispetto a un DB relazionale con SQL. Oltretutto, la velocità d’esecuzione delle modifiche è supportata dal basso rischio di compromissione dei dati durante l’operazione d’inserimento. Infine, la possibilità di scalare i dati orizzontalmente, cioè frammentare il database tra più server o storage, crea una forte appetibilità intorno a MongoDB, soprattutto per tutte le aziende che interagiscono con Big Data.

Il futuro è Big Data
Nel corso degli anni, il volume dei dati disponibili è aumentato vertiginosamente, sopprattutto grazie all'espansione dell'IoT (Internet of Things). Il mercato dei dati cresce quindi a dismisura ed è, secondo le ultime stime, destinato a raggiungere un valore di $103 miliardi entro il 2027. Di seguito, alcune pillole sui dati:

  • Le aziende generano circa 2,000,000,000,000,000,000 di byte di dati al giorno.
  • Il 97.2% delle organizzazioni investe in AI e Big Data.

Nonostante i numeri parlino da sé, le aziende fanno fatica a seguire l'incessante creazione di nuovi dati:

  • Circa il 95% delle aziende dichiara l'incapacità di comprendere e gestire dati non strutturati.
  • Solo il 26% circa delle aziende afferma di aver raggiunto una cultura basata sui dati.

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Fonti:
https://www.upgrad.com/blog/mongodb-real-world-use-cases/
https://technical.ly/company-culture/mongodb-philly-office/
https://www.mongodb.com/company

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